Si è tenuta a Verona l'assemblea di Verona brain research foundation

Raccolti 200mila euro in due anni per sostenere la ricerca sul sistema nervoso nelle neuroscienze a Verona

Ammonta a 193 mila euro nell’ultimo biennio il contributo alla ricerca della Verona Brain Research Foundation Onlus, Vbrf, costituita nel 2010 per volontà del professor Massimo Gerosa (suo primo Presidente, oggi Presidente onorario) con l'intento di incentivare la ricerca biomedica sul sistema nervoso favorendo lo sviluppo delle neuroscienze a Verona.

L’importante risultato è stato sottolineato dall’amministratore della onlus, Giuseppe Manni, presidente dell’omonimo gruppo industriale veronese, dal presidente Mario Meglio, professore ordinario di Neurochirurgia di ateneo, direttore della Neurochirurgia universitaria e della Scuola di Specializzazione in Neurochirurgia di Verona, e dal direttore scientifico Marina Bentivoglio, professore di Istologia dell'Università di Verona, già Direttore del Dipartimento di Scienze neurologiche e del movimento di ateneo e molto attiva nell'ambito della ricerca in neuroscienze di base e traslazionali, di fronte ai soci riuniti in assemblea mercoledì 28 settembre al Centro medico culturale Marani di Borgo Trento.

In un quadro nazionale in cui i fondi per la ricerca sono decurtati del 20% (contrariamente a quanto avviene in Germania che li potenzia del 60%), il CdA della Fondazione accoglie con grande entusiasmo l’annuncio del direttore generale di Aoui, Francesco Cobello che, portando i saluti dell’assessore regionale alla sanità Coletto, confermerà entro la fine dell’anno l’acquisto dell’HIFU, l’innovativo sistema per il trattamento dei tumori endocranici per il quale la Fondazione si è a lungo spesa.

Nell’ultimo biennio "l’attenzione principale dell’attività della Fondazione – hanno spiegato i vertici della Onlus – si è concentrata su quanto c’è di più caro ed urgente in questo momento nel mondo scientifico pubblico: la necessità di contenere, se non impedire, la fuga di cervelli dall’Italia". Ne hanno dato evidenza, nel corso dell’evento, Pietro Meneghelli,  vincitore del dottorato triennale di ricerca in Neuroscienze e neurochirurgia, e il Lemonis Christos, impegnato sul progetto di ricerca per “L'ottimizzazione dell'imaging vascolare e follow-up con trattamento gamma knife”, che hanno presentato lo stato di avanzamento delle loro ricerche, avviate presso Azienda ospedaliera universitaria integrata attraverso il generoso contributo di due soci della Vbrf: Marisa Golo, Amministratrice delegata di Calzedonia, e la famiglia Alfieri.

Grande emozione ha suscitato l’intervento conclusivo di Alessandro Olivi, neurochirurgo di fama mondiale che, dopo una luminosa carriera negli Stati Uniti presso la prestigiosa Johns Hopkins University di Baltimora dove ha contribuito all’avanzamento della ricerca sui tumori cerebrali, allo sviluppo di innovative tecniche operatorie e alla formazione di una nuova generazione di neurochirurghi, è recentemente rientrato in Italia come professore ordinario e direttore dell’Istituto di Neurochirurgia dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, nonché primario dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli. Olivi ha ripercorso la carriera del suo maestro e mentore, Massimo Gerosa, fondatore della Neurochirurgia stereotassica a Verona, già direttore della clinica neurochirurgica e della scuola di specializzazione in neurochirurgia dell’Università di Verona. "La sua guida, la sua premurosa e fraterna esistenza mi ha ispirato a prendere le decisioni più importanti per la mia vita professionale all’inizio della mia carriera – ha detto di Gerosa – permettendomi di affrontare una professione che alterna frequenti momenti di sconforto ad altrettanti momenti di entusiasmo esplosivo e gratificazione straordinaria". Una condizione rappresentata benissimo nell’ultima fatica di Gerosa, la biografia scritta a quattro mani con Claudio Ruggiero “Dentro il cervello senza dolore” (2016, Maggioli editore), presentata per l’occasione. "Gerosa è riuscito a raggiungere livelli stellari nella sua attività ponendo Verona in primo piano dal punto di vista nazionale, europeo e internazionale – ha concluso Olivi – con una profonda e gioiosa consapevolezza per avere avuto la fortuna di averlo conosciuto come amico, collega, scienziato e aver beneficiato della sua costante e ancora viva ispirazione". Il lavoro di Gerosa, come ha ricordato lui stesso, si è ispirato al mantra patient first di Harvey Cushing, fondatore delle Neuroscienze. Convinto, grazie alla stereotassi, di poter ridurre notevolmente la lesione nel cervello del paziente operato e "partorire molti meno invalidi in sala operatoria", con la sua équipe ha raccolto quasi 3 milioni di euro in due decadi, contribuendo in maniera decisiva a rendere Verona un centro di eccellenza di questa disciplina. Come ha sottolineato Olivi "Non esiste futuro delle nostre specialità, della nostra scienza, se non esiste un continuo training e se non portiamo i nostri giovani all’indipendenza professionale".

È possibile sostenere la ricerca nelle Neuroscienze a Verona con una donazione alla Verona Brain Research Foundation Onlus attraberso l'IBAN IT 45 Q 05034 11751 000000000158 o attraverso il 5 per mille dell'IRPEF nella denuncia dei redditi con il CF 93231930236.

04.10.2016