Erika Bossum #nelcuoredellaricerca

Il 5x1000 dell'università di Verona per la ricerca

Può descrivere in estrema sintesi il cuore del suo progetto di ricerca?

 Nel mio progetto di ricerca svolto presso il Ceiich, Centro de lnvestigaciones lnterdisciplinarias en Ciencias y Humanidades all' Universidad Nacional Autonoma de Mexico, Unam, ho affrontato le tematiche affini al mio percorso formativo e coerenti, nonché funzionali, allo sviluppo della mia tesi di dottorato, all'epoca in corso. L'ambito del progetto di dottorato, focalizzato sul tema "I complessi idroelettrici storici nella qualificazione del paesaggio urbano veronese: da motori dello sviluppo industriale a possibili centri di aggregazione socio culturale ed economica”, ho focalizzato la ricerca in area messicana su due casi specifici:  Necaxa, il primo impianto idroelettrico ad essere realizzato in America Latina, risalente al 1905, di cui ho analizzato storia, struttura, impatto territoriale e umano, progetti di valorizzazione e nuova destinazione d’uso come museo e fondazione attivi, e Los Dinamos, il secondo caso studio, un parco ecologico urbano, ubicato nel centro di Città del Messico, all’interno del quale scorrono le acque che in passato alimentavano le turbine per la produzione di energia, destinata alle fabbriche della più antica area industriale locale.

Può raccontare la sua esperienza di vita e di ricerca all’estero?

Città del Messico è una megalopoli molto complessa e per svolgervi un periodo di ricerca della durata di un mese é necessario avere un piano di lavoro già precedentemente organizzato. Per questo sono profondamente grata al mio tutor, professor Sergio Niccolai del Ceiich, che mi ha seguita durante le fasi di lavoro sul campo e al personale del Centro, che nei mesi precedenti al mio arrivo all'Unam ha facilitato le mie ricerche bibliografiche.

Quali opportunità le ha offerto?

L'esperienza di vita e ricerca all'estero mi ha offerto l'opportunità di confrontare il mio metodo con quello di altri studiosi, discutere in modo costruttivo delle tematiche oggetto di studio, di avvalermi di nuovi punti di vista per affinare un indispensabile spirito critico.

Perché secondo lei è importante che i nostri ricercatori facciano esperienza in altre realtà straniere?

Trovo che per un ricercatore sia fondamentale poter fare esperienza in altre realtà straniere, sia per arricchire il proprio bagaglio culturale, attraverso il confronto e il dialogo con altri ricercatori, dai background molto diversi, sia per valutare ed eventualmente perfezionare il proprio metodo di lavoro.

Quale messaggio vuole mandare alla comunità affinché sostengano la ricerca dell’università di Verona attraverso il 5 per mille?

Vorrei che la comunità sapesse che grazie al supporto alla ricerca attraverso il 5 per mille si contribuisce a dare valore al sapere scientifico, altamente qualificato e di profilo internazionale, spendibile per rendere migliore la realtà in cui viviamo.

23.05.2014