Marco Dauriz #nelcuoredellaricerca

Il 5x1000 dell’università di Verona per la ricerca

Può descrivere in sintesi il suo progetto di ricerca?

La mia esperienza di ricerca al Massachusetts General Hospital – Harvard Medical School (Boston, Massachusetts, USA) si è prevalentemente focalizzata sullo studio dei determinanti genetici di diabete mellito, malattie cardiovascolari e fenotipi intermedi nel Framingham Heart Study, uno dei più importanti e prolifici progetti che dal secondo dopoguerra ad oggi ha prodotto risultati ormai divenuti pratica clinica corrente per la quantificazione del rischio cardiovascolare. Ho avuto inoltre la possibilità di collaborare con numerosi gruppi di ricerca internazionali acquisendo progressive competenze e indipendenza nella progettazione, analisi e interpretazione dei dati genetici e clinici.

 

Può raccontare la sua esperienza di vita e di ricerca all’estero?

Si è trattato di un’esperienza unica e straordinaria che ha richiesto notevole impegno e mi ha consentito di acquisire un prezioso metodo di lavoro che sto cercando di applicare per garantire continuità e qualità ad alcuni dei progetti attualmente in corso presso l’ateneo di Verona (quali ad esempio fenotipizzazione e genetica del diabete tipo 2; pancreas artificiale e microinfusori insulinici nel diabete tipo 1) rafforzando le collaborazioni con le istituzioni in cui ho avuto il privilegio di lavorare.

 

Quale messaggio vuole mandare alla comunità affinché sostenga la ricerca dell’Università di Verona attraverso il 5 per mille?

La ricerca di oggi, nelle sue numerose declinazioni, ha già consentito miglioramenti tangibili nella gestione della patologia diabetica e delle malattie cardiovascolari e non mancherà di avere ulteriori ricadute pratiche nel prossimo futuro con notevoli benefici per i pazienti e per la collettività. In un’epoca storica in cui le risorse per la ricerca sono meno che sufficienti è assolutamente urgente investire nella formazione scientifica, in Italia e all’estero. Seppur limitato, spero che il mio contributo come medico si aggiunga ora e negli anni a venire a quello dei tanti che come me hanno scelto di dedicarsi con passione alla medicina e alla ricerca clinica orientata al paziente. 

13.05.2014