I relatori

'Denaro per la ricerca o ricerca del denaro?' è il titolo del convegno sulla fusione fredda organizzato dal dipartimento di Scienze economiche

‘Denaro per la ricerca o ricerca del denaro?’. Questo l’incontro organizzato dal dipartimento di Scienze economiche dell’università di Verona a Santa Marta. Presenti, tra gli altri, Sergio Noto, docente di storia economica nell’ateneo scaligero, Piero Greco, giornalista di Radio 3 Rai Scienze ed Emilio Del Giudice, ricercatore dell’Istituto nazionale di fisica nucleare.

Fusione fredda: questa sconosciuta. La fusione nucleare fredda ha un’appendice veronese nel professor Omero Speri, che nel '74 brevettò un motore ad energia prodotta da processi di fusione nucleare dell'idrogeno a temperatura ambiente. Se caricato con idrogeno gassoso il palladio produceva energia in eccesso come durante una reazione nucleare. Il risalto dato alla notizia nei primi mesi fu grandioso: giornali, telegiornali, scienziati e università facevano a gare per parlarne. Poi più nulla.

Quali problemi? Emilio Del Giudice, scienziato che sostiene a gran voce le qualità della fusione fredda, ha parlato di “troppi interessi in gioco per sostenere questo tipo di risorsa energetica. Interessi politici, economici, sociali ma soprattutto militari”. C’è da chiedersi cosa c’entrino i militari con l’energia pulita? Del Giudice ritiene che gli interessi militari siano proprio i più forti a remare contro ricerche di questo tipo in quanto nei campi di battaglia si fa già uso di questi processi fin dai tempi della Guerra del Golfo. “Prova ne siano – ha continuato il fisico – le tracce di elementi radioattivi che si ritrovano continuamente nei campi di battaglia anche al giorno d'oggi”.

Perché gli scienziati non parlano. Agli scienziati, stando alle parole di Del Giudice, non conviene insistere sulle ricerche relative alla fusione fredda e questo perché per fare ricerca scientifica c’è bisogno di moltissimo denaro. Gli scienziati sono soggetti ai fondi che derivano dagli stati e dalle aziende e per questo, pur di avere a disposizione i mezzi per lavorare, preferiscono concentrarsi su altro piuttosto che non lavorare affatto. La mia è un’opinione – conclude Dal Giudice –  e come tale va ascoltata e presa in considerazione. Poi ognuno trarrà le proprie conclusioni ed eventualmente farà le proprie ricerche, il materiale a disposizione è tanto".